Libreria Misterica

Le città sacre e la Fede segreta.

Che cosa c´è in comune fra le città sacre dell´antico Egitto come Luxor e grandi metropoli moderne come Roma, Parigi o New York? Due esperti di archeologia alternativa ci guidano attraverso i sentieri meno battuti della Storia per individuare le tracce di una religione occulta, tramandata nei secoli da sette segrete… Una scoperta sconvolgente che potrebbe svelare il destino dell´umanità…

Da migliaia di anni la Sfinge punta lo sguardo a est verso l´infinito, catturando il messaggio delle stelle che l´umanità ha dimenticato. E oggi, mentre la nostra civiltà sembra sospesa verso la fine di un grande ciclo, quel messaggio manda chiari segnali affinché venga finalmente compreso. Gli indizi ci sono: la geologia e l´archeoastronomia hanno già indicato che la Sfinge potrebbe risalire a molti secoli prima di quanto gli egittologi abbiano finora ritenuto. Le scoperte dei due autori hanno rivelato che le Piramidi dell´altopiano di Giza non furono solamente tombe di faraoni megalomani, ma formano una precisa ricostruzione terrestre della Cintura stellare di Orione.

In questo saggio di ampio respiro Graham Hancock tenta di mettere ordine nel caos della preistoria del genere umano. Partendo da antiche testimonianze di numerose popolazioni – la Grande Sfinge d’Egitto, i misteriosi templi andini di Tihuanaco, le gigantesche linee Nazca del Perù, le imponenti piramidi del Sole e della Luna del Messico – e mettendoli a confronto da un lato con i miti e le leggende universali, dall’altro con lo studio di mappe risalenti a tempi remoti, lo studioso ipotizza l’esistenza di un popolo dotato di un’intelligenza superiore, in possesso di sofisticate tecnologie e dettagliate conoscenze scientifiche, le cui “impronte”, però, vennero del tutto cancellate da una catastrofe d’immani proporzioni. Rispondendo a domande cariche di mistero, Hancock riesce a costruire un percorso geografico, archeologico e temporale che possiede il fascino della migliore divulgazione scientifica.

Quando i ghiacci si sciolsero tra 15.000 e 8.000 anni fa e il livello del mare si alzò, l’acqua coprì più di 25.000 chilometri quadrati di terra abitabile alterando radicalmente la forma del mondo. Con l’aiuto della più sofisticata tecnologia computeristica per disegnare il modificarsi delle coste, l’autore scopre impressionanti conferme degli antichi miti. E così indossa la muta e si immerge alla ricerca di resti che, incredibilmente, sono esattamente dove gli antichi testi li indicano.

Esiste una camera segreta nella Grande Piramide di Giza o sotto la Sfinge? E potrebbe trattarsi della “Sala dei documenti” di Atlantide? Per il mondo accademico si tratta solo di miti, eppure nel corso degli ultimi trent’anni le organizzazioni e i gruppi più disparati hanno effettuato numerose spedizioni “dietro le quinte” alla ricerca della Sala dei Documenti. In questo libro Bauval racconta i restroscena, i conflitti, le polemiche, gli ostacoli e i tentativi di occultare la verità di questa storia affascinante ancora intessuta di mistero.

Dopo “II mistero di Orione”, in cui l’autore divulgava la sua teoria di una correlazione tra le piramidi di Giza e le costellazioni, con questo libro Bauval si spinge oltre, rivelando ai lettori il “Grande Piano Unificato” che coinvolge i templi dell’Alto Egitto. Il fulcro della vita filosofica, scientifica e spirituale dell’Antico Egitto è stata la comprensione del funzionamento dell’universo, il Maat, e dei suoi meccanismi, le stelle. Per questo motivo lo studio di scienziati e stregoni antichi è sempre stato quello di riprodurre sulla Terra un’esatta copia delle costellazioni. Da qui la disposizione lungo il Nilo, una Via Lattea in terra, delle piramidi, le quali, lette in questa prospettiva, assumono significati nuovi e diversi: non tombe, ma sorta di “stazioni di controllo” per l’osservazione dei moti celesti se non addirittura, come la piramide di Saqqara, per l’interazione con essi.

È nel Sahara più profondo la soluzione all’enigma delle origini della civiltà egizia? È lì che bisogna andare per trovare le tracce delle conoscenze “soprannaturali” che gli egizi avevano in materia di astronomia e di astrologia? È quello che sostiene Robert Bauval che, sovvertendo le tesi dell’archeologia accademica, trova sorprendenti collegamenti fra gli antichi egizi e una popolazione nera che è vissuta nel Sahara migliaia di anni prima dell’ascesa dei faraoni e che ha edificato dei complessi megalitici misteriosi. La scoperta recente di località come Gilf Kebir, Uwainat e Nabta Playa dimostra, a differenza di quanto hanno sempre ritenuto gli egittologi “ufficiali”, che gli egizi si sono spinti a distanze “impossibili” e hanno intessuto relazioni con regni dell’Africa subsahariana di cui restano tracce nei geroglifici ritrovati nelle piramidi. Ma quale segreto condividevano queste popolazioni e quella egizia? Qual è il significato astronomico dei complessi megalitici e del posizionamento delle piramidi? Quale messaggio hanno voluto trasmettere ai posteri? Unendo storiografia, archeologia, linguistica, archeoastronomia e lo studio dell’allineamento dei grandi edifici egizi, Bauval scrive un capitolo affascinante e assolutamente inedito su una civiltà che ancora conserva molti misteri irrisolti.

L’autore intende dimostrare che la scienza, la matematica, la medicina e l’astronomia degli antichi egizi erano molto più sofisticate di quanto non riconosca la maggior parte degli egittologi moderni; che la conoscenza che avevano dell’universo era il retaggio di una civiltà enormemente avanzata e che la Grande Sfinge è la prova geologica dell’esistenza di tale civiltà.

È possibile che la Sfinge di Giza, simbolo dell’antico Egitto, abbia qualche millennio in più di quanto previsto dalla scienza ufficiale? I grandi disastri naturali, che hanno costellato la storia della Terra, potrebbero aver influito sulla comparsa e l’estinzione di intere civiltà? È possibile che il nostro pianeta abbia ospitato antiche culture di cui la storia istituzionale ignora o nega l’esistenza? “La voce delle pietre” affronta questi e altri temi, suggerendo ipotesi affascinanti e scientificamente argomentate: come quella di retrodatare l’origine della Sfinge, spostando gli inizi della civiltà in tempi più remoti di quanto si è creduto finora. Seguendo questa ipotesi è allora possibile formulare nuove interpretazioni riguardanti alcuni misteri ancora irrisolti, come la localizzazione e la scomparsa di Atlantide, di Lemuria e di altre città perdute, o le origini del monumento di Yonaguni nel mar Cinese orientale. Gli studi archeologici di Robert Schoch, che si avvalgono di un approccio multidisciplinare, insieme all’analisi di fenomeni naturali di straordinaria portata, quali meteoriti, asteroidi ed eventi celesti, si propongono con la forza di un nuovo paradigma. La Terra, lungi dall’essere un corpo “statico”, soggetto a microcambiamenti graduali e impercettibili, avrebbe messo alla prova gli esseri viventi e le civiltà che l’hanno popolata, sottoponendoli a catastrofi imprevedibili e devastanti, in grado di sconvolgerne gli equilibri con conseguenze definitive.

In questo testo l’ Autore analizza in modo approfondito tutti gli aspetti del mosaico della Cattedrale di Otranto e, in particolare, l’ Albero della Vita la cui compensione permette di ripercorrere le tappe di diverse culture religiose ed esoteriche: lo yoga, il misticismo ebraico e cristiano, la gnosi.

Il Libro dei morti raccoglie i contenuti dell’esoterismo e della religione degli antichi egizi. Il curatore di questa edizione è riuscito a penetrare dietro il velo della parola e a ricreare l’orizzonte misterico che, ad ogni passo, scaturisce da questo testo.

Perché tutti i popoli che hanno calpestato il suolo dell’Egitto come conquistatori hanno sentito un’attrazione misteriosa per gli obelischi, al punto di affrontare trasporti faticosissimi per adornare le loro città con questi enigmatici monoliti? Chi eresse gli obelischi, e perché? Che cosa significano i geroglifici che vi sono scolpiti? Lo strano potere emanato da questi monumenti risiede forse nel fatto che essi custodiscono, qualche segreto che deve essere scoperto, la risposta al mistero della vita. Una risposta magica, legata ad antichi riti ermetici: un’interpretazione del mondo che dovette spaventare i papi, i quali cercarono di “domare” gli obelischi sovrapponendovi simboli cristiani.

Dall’Antichità al Rinascimento, da Pitagora a Keplero, aritmetica, geometria, musica e astronomia hanno indagato il numero, lo spazio, il suono e il movimento dei corpi celesti. Queste quattro discipline venivano già pensate e insegnate da Platone come un insieme unitario, che fondeva lo studio degli oggetti matematici con l’ aspirazione filosofica al vero, al bello e al bene, sintetizzando in splendide illustrazioni queste conoscenze millenarie, “Quadrivium” restituisce al lettore di oggi un patrimonio un tempo riservato a pochi, nella sua immutata e universale bellezza.

Il libro che ha svelato a una immensa quantità di lettori, in tutto il mondo, gli incanti e le trappole di un’Eterna Ghirlanda Brillante i cui fili si chiamano intelligenza artificiale, macchina di Turing, teorema di Gödel. Una «fuga metaforica» nel variegato mondo che si dispiega tra la mente, il cervello e i computer.  «Ogni due o tre decenni un autore ignoto produce un libro di tale profondità, chiarezza, vastità, acume, bellezza e originalità che subito esso viene riconosciuto come un avvenimento di prima importanza: Gödel, Escher, Bach è un’opera di tal genere… La struttura di questo libro è satura di complicato contrappunto non meno di una composizione di Bach o dell’Ulisse di Joyce».
Martin Gardner, «Scientific American»

“… uno dei pochi sommi capolavori del nostro secolo … libro denso ed esultante, teso sul filo di una conoscenza minuta della letteratura gallese e irlandese, dei primordi greci ed ebraici”. Elémire Zolla. ” Ho sempre creduto che i grandi libri sulla mitologia siano, essi stessi, dei libri mitologici: ereditano una grande tradizione mitica, la raccolgono, la interpretano; e la continuano, facendo echeggiare di nuovo tra noi quei miti, avvolgendoci nella loro melodia, contagiandoci coi loro suoni, come migliaia di anni fa o in quell’istante miracoloso fuori dal tempo, in cui il mito per la prima volta esplose alla luce. Robert Graves ha portato questo principio sino in fondo … il risultato è un libro straordinariamente ricco e vivo, che di colpo ci fa abitare vicino alla misteriosa Dea Bianca, a Eracle, alle sirene, alle mille divinità celtiche”. Pietro Citati

Prima della scienza, prima della religione, c’è il mito. Modo ingenuo – ci dicono – modo fantasioso, spregiudicato e prescientifico, di spiegare l’origine delle cose e degli uomini, gli usi i costumi e le leggi. Filologia, etnografia, antropologia hanno lacerato il velo del mito, evidenziandone le radici ideologiche, il retroterra di superstizione e di magia. Ma i miti, così dissezionati, ci vengono restituiti alla stregua di freddi reperti anatomici, buoni tuttalpiù per qualche museo. Robert Graves è riuscito a rianimare questa materia ormai inerte, restituendocela con tutto il suo splendore, il suo sense of wonder e (anche) of humour.

Che rapporto c’è fra templari e massoni? Quale nesso storico li ha uniti, al di là del mito che se ne è costruito? Tutte le piste conducono all’ordine religioso più potente del mondo: quello di san Benedetto. Questo libro propone un’inedita lettura del legame fra benedettini, templari e massoni. Spiega come e perché i crociati presero parte a un piano concepito dai monaci di Cluny per affermare un “nuovo ordine” nel mondo medievale, un ordine che aveva bisogno sia di soldati sia di massoni. In una trama che supera qualsiasi finzione, Eduardo Callaey spiega come i monaci di Cluny siano stati gli autentici ideologi delle crociate. Furono proprio loro a creare il concetto di milites, i cavalieri che abbracciavano una vita di profonda spiritualità e di preghiera. E quando la cristianità affondò nei tormenti della Riforma, i benedettini, i massoni e i templari si fecero artefici di un “impero cristiano”, con lo scopo di restituire unità all’Europa. Ancora, abbazie, castelli e logge massoniche furono al centro politico degli ideali di restaurazione dell’antica fede. Ma la pronta condanna dei papi, il timore dei re e la Rivoluzione francese arrestarono per sempre l’avanzata della cavalleria templare. In “L’altro impero cristiano” si svelano le chiavi di questa storia.

Una tesi storica largamente diffusa e riconosciuta indica la massoneria come il vero strumento strategico che ha assicurato il successo della Rivoluzione francese: le logge, permeate dallo spirito anticlericale di correnti interne come quella degli Illuminati di Baviera, avrebbero rappresentato il centro di una cospirazione contro il trono e l’altare. Il sorprendente studio di Eduardo R. Callaey segue l’evoluzione dell’Ordine attraverso il Diciottesimo secolo per sfatare quello che lui dimostra essere un mito. La massoneria non fu affatto l’ispiratrice e l’artefice della Rivoluzione francese – e della violenza sanguinaria che ne macchiò l’epilogo. In realtà, se è vero che nelle logge del Settecento circolavano ideali repubblicani e progressisti e che molti illuministi e giacobini avevano gravitato al loro interno, i fatti dimostrano che la massoneria tradizionale, di origine giudaico-cristiana e iniziatica, fu una vittima del Terrore rivoluzionario e venne annientata in una guerra fratricida. Dalle sue ceneri sarebbe rinata una nuova organizzazione, più vicina a un partito politico che a una “scuola di misteri”, in cui la dea Ragione avrebbe preso il posto dei Gran maestri dei riti esoterici. E fu proprio questa massoneria razionalista, figlia del “secolo dei lumi”, a perpetuare il mito rivoluzionario e complottista, oscurando arbitrariamente l’altra anima dell’Ordine.

Mummie egizie nel Grand Canyon. Una camera segreta nella piramide di Cheope. Una carta orografica vecchia di milioni di anni. Incisioni di dinosauri che secondo gli esperti risalgono all’età della pietra. Una rampa di lancio di cinquemila anni fa. Un osservatorio preistorico. Migliaia di manufatti in oro e in pietra che paiono opera di una civiltà sconosciuta. Sono centinaia i reperti e i monumenti che mettono in discussione le nostre attuali conoscenze e imbarazzano la scienza ufficiale. Il più delle volte non ne viene divulgata neppure l’esistenza. Luc Bürgin è andato a caccia di questi reperti insoliti, li ha scovati, analizzati, catalogati, ha raccolto documenti, testimonianze e una notevole documentazione fotografica.

Chi sono i Baschi? La loro origine resta ancora oggi avvolta nel mistero. L’autore formula una risposta ardita e suggestiva: i Baschi costituirebbero gli ultimi discendenti dell’uomo di Cro-Magnon, un’antica varietà dell'”Homo sapiens sapiens”. La civiltà di Cro-Magnon avrebbe lasciato le pitture di Lascaux e Altamira e i monumenti megalitici, e soltanto nei Paesi Baschi si sarebbe mantenuta intatta.

«Questo libro, dovuto alla penna di un ex occultista ed ex surrealista come Louis Pauwels, con la collaborazione di quel singolare scienziato e mitografo che è Jacques Bergier, non costituisce né un romanzo, né una narrazione fantascientifica, né un documento di fatti bizzarri, né una divulgazione di un insegnamento ermetico: pur presentandoci un po’ tutte queste cose insieme. È una specie di rapsodia della nuova speranza, della grande avventura che gli sterminati orizzonti inaugurati dalle ultime scoperte scientifiche offrono all’umanità, speranza che si riannoda a sua volta ai sogni e alle leggende che attraverso i secoli sono stati alimentati da magia e occultismo, sono stati appannaggio di misteriose sette iniziatiche.»  Sergio Solmi.

Le piramidi egiziane, Machu Picchu, Stonehenge e tanti altri antichi monumenti tracciano sulla superficie terrestre un reticolato dalla geometria precisa. Non solo. Ricorrendo alla teoria dello slittamento della crosta terrestre, è addirittura possibile calcolare la posizione di siti sacri non ancora conosciuti. Sono studi che hanno richiesto anni di lavoro e di confronti, ma ora queste indagini sono giunte a conclusioni davvero strabilianti. Ci rivelano che la prima civiltà umana risale a quasi centomila anni fa e che, poco a nord dell’odierna Antartide, sotto una crosta di ghiaccio spessa un chilometro e mezzo, giace la città perduta di Atlantide.

Dai segreti degli antichi Egizi ai più controversi episodi di contatto alieno in ogni parte del mondo, dalla Porta del Sole di Tiahuanaco all’enigma dei Dogon, un viaggio in uno dei più dibattuti enigmi del nostro tempo: esiste vita intelligente in altri pianeti o in altri mondi? E questi mondi sono in contatto con il nostro? Una ricerca che analizza una moltitudine di eventi misteriosi: antichi dei, mostri leggendari, inesplicabili fenomeni, viaggi psichici, salti temporali, clamorosi casi di “rapimento”. Fino a una suggestiva soluzione finale.

 

Nella notte dei tempi, quando ancora i ghiacci non ricoprivano l’Antartide, si sviluppò sulla Terra una straordinaria civiltà in possesso di avanzatissime conoscenze scientifiche, matematiche e astronomiche. Una tremenda catastrofe cosmica la distrusse, ma ha lasciato le sue misteriose tracce…

 

 

 

‘Vedendo la stella, essi si rallegrarono… ed entrati nella casa videro il bambino con Maria sua madre e prostatisi lo adorarono, quindi, aperti i loro tesori, gli presentarono in dono oro, incenso e mirra.’ Il racconto dai Magi è tra i più conosciuti, e amati, del Vangelo di Matteo, e tra quelli che maggiormente hanno ispirato l’arte sacra e la devozione popolare. Ma chi erano veramente questi tre sapienti, testimoni della nascita di Gesù? Da quali terre dell’Oriente provenivano? E perché erano giunti a Gerusalemme?
Frutto di venticinque anni di ricerca storica, archeologica e astronomica, il libro di Adrian Gilbert fa luce su questi e altri interrogativi, risalendo alle fonti orientali della leggenda dei Magi, ricostruendone il significato iniziatico e ripercorrendo la storia di questi misteriosi personaggi e la loro tradizione, dalle origini egiziane e mesopotamiche sino ai sorprendenti sviluppi novecenteschi.

 

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Una risposta a "Libreria Misterica"

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  1. Ciao, sono il curatore del Blog Curiamo Atlantide, a cui ha mandato un messaggio martedì scorso, grazie per l’apprezzamento dell’articolo sull’orientamento delle chiese romaniche. Sto guardando questa bibliografia, che trovo di eccezionale qualità, la segnalerò anche tra le risorse per chi vuole approfondire determinate tematiche. Complimenti per il Blog, è interessantissimo e molto ben documentato!

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