Triplice Cinta

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Triplice cinta

L’origine del simbolo della Triplice Cinta si perde nella notte dei tempi essendo già presente presso le civiltà preistoriche ed in quelle megalitiche. Un esempio della sua rappresentazione circolare nell’età del Bronzo, di verosimile origine celtica, è l’incisione su un pendente, custodito presso il Museo Archeologico di Bergamo, mentre un esemplare quadrato scolpito su di un masso megalitico si trova nella città di Alatri (FR). Il suo significato rimane tuttora un mistero. Diverse sono le ipotesi formulate in merito: una raffigurazione della cerchia druidica delle mura dei Celti, una schematica rappresentazione delle mura del Tempio di Salomone e da qui un possibile legame con l’ordine Templare, una raffigurazione della Gerusalemme Celeste con le sue dodici porte,  un simbolo che definisce luoghi con particolari caratteristiche tellurico-magnetiche, la schematizzazione dei tre gradi d’iniziazione esoterica-massonica, la raffigurazione della capitale di Atlantide, la quadratura del cerchio ed altre ancora. Come vedete le ipotesi sono le più fantasione e disparate. Per quanto è dato sapere ognuna di queste è altrettanto valida e pertanto nessuna è certa. Una cosa che ci sentiamo di affermare, in seguito alla nostra pluriennale ricerca, presso i monasteri e le chiese appartenute all’ordine dei monaci benedettini in Italia, è che spesso questo simbolo è presente in questi luoghi nelle posizioni più svariate. Abbiamo ritrovato triplici cinte incise su muretti di chiostri (Abazia di Piona, Lecco), su muretti di pronao (Abazia di San Colombano a Bobbio, Piacenza), su sedili di pietra esterni (Chiesa della Madonna delle Grazie a Cucullo, L’Aquila) nei pressi dei portali d’ingresso (Abazia di San Clemente a Casauria, Pescara) e sulle pareti esterne delle chiese anche ad elevate altezze dal suolo (Chiesa di San Tommaso a Caramanico Terme, Pescara). Dobbiamo tuttavia segnalare che ci è anche capitato di incontrare delle triplici cinte tracciate in luoghi insoliti come i gradini di un cortile interno all’Eremo Celestiniano della Madonna dell’Altare in provincia di Chieti, molto consumata data la sua particolare collocazione su un luogo di frequente passaggio, e sulla soglia di pietra di un antico palazzo a Palena (CH). Ovviamente non siamo in grado di dirvi quale sia l’esatto legame tra questi luoghi ed il simbolo della triplice. Ci limitiamo a riportarne il suo utilizzo da parte dei monaci  benedettini per una ragione attualmente ignota e a segnalare la presenza di altri simboli come ad esempio croci patenti, raffigurazioni di Re Salomone e fiori della vita, appartenenti all’ordine templare, spesso associati al ritrovamento della triplice.

Bibliografia:

  1. I luoghi delle Triplici Cinte in Italia, Marisa Uberti – Giulio Coluzzi, Eremon Edizioni
  2. L’altro Impero Cristiano, Eduardo R. Callaey, iTrofei
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